Amy Winehouse è l’antidiva per eccellenza. Una che fa musica senza lo sguardo da zoccola e che si presenta alla stampa e al pubblico come se gliene freghi pure poco di diventare famosa. Non bastano una marea di nomination ai Mobo Awards 2007 dedicati alla musica di origine nera e una vittoria attesa ai prossimi Mtv Video Awards. Lei è lì con il suo abitino da bambola, il trucco pesante e quei tatuaggi da camionista che a ben guardarla, invece non la rendono . Un velo di malinconia che traspare da una personalità assolutamente rock, amata oggi come la più grande artista emergente dell’anno.
Il suo ultimo singolo Tears dry on their own è il classico format di video-passeggiata dove si presenta con un abito celeste con una stretta cintura nera di pelle che sottolinea le sue non forme, magrissime, suscettibili di anoressia. La regia è del celebre David La Chapelle, che ormai è a tutti gli effetti il regista dei più importanti artisti pop internazionali. Particolare ma non nuova per lei l’eccentrica capigliatura di Amy, presa dallo stile beehive anni ’60, da molti definita più semplicemente “la cofana”. Un look abbastanza fuori tempo massimo, ma caratteristico e non semplicissimo da realizzare.
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