Ma che è successo al Lucignolo dei poveri, improvvisamente convertito ad un mistificatorio collage di servizi a ritmo di una banalissima scappatella turistica? Via i vip, fuori i ridondanti eccessi dell’agosto che culla le calorose indecenze, al bando le urticanti scorribande che falcidiano le spiagge e danno, in ogni caso, un flebile senso di quei tre mesi dove gli impegni lavorativi balbettano e si palesa il meritato cazzeggio. Macché Melita Toniolo che scodella le succose prosperità o Fabrizio Corona che sguscia indomito tra i paparazzi che fino a poco tempo fa domava. Su Raiuno hanno deciso di darci un taglio, e trash più non fu ad …E la chiamano estate (mercoledì, seconda serata), tiepido tentativo in formato approfondimento di seguire le vacanze degli italiani, o di chi perlomeno prova a staccare la spina senza sobbarcarsi le quotidiane lamentele dell’insostituibile frenesia.
Ma questa volta, per dipingere la terza edizione – immancabile, visto i dati Auditel trionfanti che di certo non bastano a soffocare gli entusiasmi di chi magari vorrebbe vedere ben altro, ma tant’è – in Rai hanno deciso di non badare alle sottigliezze. Via Michele Cucuzza in freschi abiti di lino, quindi via il conduttore, via lo studio, via gli inviati da Vita in diretta velocemente spediti a restituirci fotografie assolate di vippume e non sparanzato nell’ingordigia della vacuità quotidiana. Beninteso, non che farsi banalmente i lussuosi cavoli degli altri (ovvero di chi può tranquillamente farseli) siano temi così stimati da puntare al Telegatto, ma ogni tanto qualche capezzolo ad odorare il vento o qualche intervistella inutile al vippetto appena raccattato in una discoteca ci permette di comprendere quanto in fondo si stia bene a nuotare nel più convincente anonimato del proprio divano. E invece il massimo a cui possiamo aspirare quest’anno è una sconosciuta marchesa milanese che atterra in Sardegna per rigenerarsi le meningi in una limpidissima suite imperiale.
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