Lo scorso ottobre è uscito il vostro debut album “Here again”, come siete giunti al contratto con la Nextpunk Records e quale messaggio si nasconde, sempre se ci sia un messaggio, dietro un titolo come “Here again”?
La pubblicazione dell’album sotto Nextpunk Records é stato un passaggio facile, diretto e obbligato
in quanto la Nextpunk Records é l’etichetta discografica fondata dal nostro cantante. Here Again sta a significare di come tante persone abbiano nell’apice della propria giornata il sorso di birra (o di qualcosa di più forte) al termine della stessa. Dopo 8 ore di lavoro, dopo una settimana intensa, spesso poi ci si ritrova nuovamente al bancone, sulla solita seggiola del medesimo pub, o per affogare i propri problemi e le proprie frustrazioni oppure semplicemente per cercare compagnia e svago. La traccia “I’m here”, dal quale deriva il titolo dell’album, dice consapevolmente proprio questo.
L’album si apre con il brano “I’m here” che, stilisticamente,richiama lo street rock di scuola americana, ripreso poi da band nordeuropee come Backyard Babies e Hellacopters mentre con un brano come “United we stand” si respira più un’atmosfera alla Sham 69 e in generale più OI. L’ago della bilancia, secondo voi, dove pende?
Forse il bello sta nel fatto che non intendiamo cercare di bilanciare proprio nulla. Ascoltiamo chi più chi meno tutte le differenti scuole senza fossilizzarsi su un genere o uno stile in particolare. Noi ascoltiamo principalmente punkrock e lo facciamo nella moltitudine di sottogeneri che si sono sviluppati negli anni. Questo sicuramente ci influenza ma noi cerchiamo di prendere la nostra strada. Riguardo le bands da te citate siamo legati sicuramente a ognuna di queste, in particolare con gli Sham69, visto che abbiamo avuto pure occasione di condividere per ben 2 volte il palco con loro. Per noi un onore.
Voi siete svizzeri, di Lugano, non propriamente la patria della musica dura. Quando però, penso alla scena musicale svizzera mi vengono in mente Coroner, Celtic Frost e, come band più recente, Eluveitie. Tutte band che rientrano, comunque, nel filone metal. Com’è attualmente la scena svizzera e chi tiene alta la bandiera del punk oltre voi?
In Svizzera ci sono state importanti bands storiche, cito tra tutte i Vanilla Muffins, ma ci sono ancora oggi un sacco di punk bands che vanno ancora avanti come ad esempio i Moped Lads, i Tight Finks, oltre a nuove bands che stanno girando molto in europa come ad esempio gli Strapones. Nella Svizzera Italiana, da dove noi veniamo, c’é un buon movimento, al momento però formato da giovanissime bands con un buon potenziale di crescita. Qualcosa di buono verrà quindi sicuramente ancora fuori in futuro!
Dando uno sguardo alla sezione tour del vostro sito, si direbbe che abbiate avuto più di un’occasione per suonare in Italia. Inoltre, tornerete nel nostro paese, dopo le date di dicembre, il prossimo luglio. Com’è la reazione del pubblico italiano alla vostra proposta musicale?
Al momento la reazione é stata molto positiva, abbiamo ottenuto ottime recensioni e un buon riscontro dalle persone che ci sono venute a vedere a i nostri primi concerti. Naturalmente siamo appena solo all’inizio e abbiamo ancora tanta da strada da percorrere. Infatti queste sono le prime 3 date fissate dall’uscita del disco ma speriamo e contiamo di poter varcare la frontiera ancora tante altre volte da qui al festival di Luglio.
Siamo giunti alla fine dell’intervista, vi lascio lo spazio per dire quello
che vi pare.
Grazie mille per lo spazio che ci avete messo a disposizione. Visitateci su www.theknivesout.com e seguiteci pure su facebook all’indirizzo www.facebook.com/theknivesout per rimanere aggiornati
sulle prossime date.











