Rimpiange gli anni Settanta (“vorrei che fossero ‘visitabili’ dai giovani d’oggi“) ed è convinto di una cosa: “La lotta è sempre bella, amo stare in trincea, non farmi sparare alle spalle, affrontare questi borghesi con grande fierezza e stimolo. Mi piace coronare una vita di esperienze e spiattellarle al pubblico, per dire ‘non abbiamo vissuto invano‘”. Dal 29 settembre al 6 ottobre tutto il mondo di Renato per la prima volta verrà condensato nello stesso luogo. Un’occasione per tutti gli “zerofolli” di rivivere a 360 gradi l’avventura musicale e artistica del cantautore romano e festeggiare con lui il suo compleanno e la sua carriera, dagli esordi all’ultimo cd Presente. Con una particolarità : “Ogni serata sarà completamente diversa dall’altra – spiega – La ricchezza del repertorio me lo consente: nel mio serbatoio ho almeno 60 brani. Ogni concerto sarà quasi un’esclusiva”. Al concerto potranno assistere quasi 12 mila persone, tra parterre e tribune, e non mancheranno gli ospiti: “Ovviamente ho già chiamato Raffaella Carrà“, anticipa. Sei Zero ospiterà anche lo Zero Village, luogo d’incontro per i fedelissimo ‘sorcini’ che potranno vedere una mostra dei suoi eccentrici costumi di scena, olter a gallerie fotografiche, videoproiezioni inedite, stand dove acquistare i suoi cd e una sala cinematografica per rivedere i suoi più grandi concerti e i suoi film, da Zerofobia a Orfeo9, fino all’introvabile Ciao Ni del 1979, primo e unico film da protagonista. I biglietti saranno in vendita dal 24 giugno su Ticketone e nei punti abituali. Chi acquisterà online riceverà la Zero Card, una tessera-memorabilia con bellissime immagini delle varie trasformazioni di Zero. “Il regalo più bello che vorrei? Già é un regalo essere arrivati così. Quante botte che ho preso! E dopo andavo da loro e chiedevo ‘perché?’. Questo li spiazzava“.
Alla vigilia dei 60 anni, hai rimpianti per Fonopoli, la città della musica e dello spettacolo che sogni dal ’95? ”Il rimpianto ce l’avranno loro. Spero che il sindaco Alemanno ci dia una risposta positiva sul progetto di fattibilità. Lo spero per Roma e per questo Paese“.










