Paolo Fresu nella città magica

Pubblicato da Paola Belletti il 17 novembre 2011 17:42
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Domenica, 27 dicembre 2011, al Conservatorio Verdi di Torino, ore 21: Mistico Mediterraneo

La voce della tromba di Paolo Fresu, sardo di Berchidda, vanto del jazz italiano e massimo ambasciatore del cosmopolitismo musicale contemporaneo, si incontra con la polifonia del coro a sette voci A Filetta, originario della regione corsa della Balagna; la traversata tra le due isole è accompagnata dal marchigiano Daniele Di Bonaventura col suo bandoneon, strumento d’aria e di
respiro. Il progetto Mistico Mediterraneo, uscito su disco nel 2011 per Ecm, nasce da una collaborazione avviata cinque anni prima, con un invito che A Filetta rivolse ai due strumentisti dopo unincontro avvenuto casualmente ad Ajaccio. Il lavoro, quando viene pubblicato, ha già alle spalle una lunga preparazione e numerose occasioni di concerti, sia sulle isole che sul continente.

Fresu e Di Bonaventura non sono nuovi a collaborazioni trasversali, anche con musicisti di aree diverse da quelle loro più proprie – a condizione che, come in questo caso, la cooperazione sia ben pensata e accuratamente messa a punto. È stato Fresu a proporre il progetto a Manfred Eicher, patron della raffinata etichetta bavarese, e anche a suggerire il titolo: “mediterraneo” nell’incontro tra cultura sarda e corsa e “mistico” nella sua essenza. Jazzista abituato a interagire con la crema della musica mondiale, come ammette nel suo libro Musica dentro è ben consapevole dell’azzardo contenuto nella commistione tra linguaggi musicali distanti.
Perciò, nel relazionarsi con altri mondi sonori, è il primo ad avvertire l’esigenza di documentarsi e di approfondire le sue conoscenze.

Costituito nel 1978 per impulso di Jean-Claude Acquaviva, A Filetta (in corso significa felce, o felceto) è il gruppo vocale che più di ogni altro persegue lo sviluppo della tradizione del canto a cappella dell’isola. Impareggiabile per tecnica e immaginazione, il settetto non si limita alla coerente difesa di un’antica tradizione; anzi, si sporge ben al di là, proponendosi come un vero e proprio ensemble di musica vocale contemporanea. Oltre a un vasto repertorio sacro o profano, appartenente al pubblico dominio, presenta brani originali, talvolta scritti appositamente da terzi, realizza musiche di scena e collabora con musicisti di tutt’altro ambito.

Posto unico numerato: 20 euro.

I biglietti saranno in vendita, 45 minuti prima dell’inizio dei concerti, presso la biglietteria del Conservatorio G. Verdi Piazza Bodoni – Torino