Anzitutto una premessa. Il titolo dell’articolo – volutamente provocatorio - riassume considerazioni soggettive e, come tali, suscettibili di opinioni e pareri discordanti. Un dato però mi sembra oggettivo:
Per tutte le volte che, la canzone vincitrice dell’ultimo Sanremo, non si dimostra tanto ossequiosa nei confronti dei “puristi” della lingua italiana (ammesso che esistano ancora) e la parziale attenuante della lingua poetica – fatta di licenze più o meno lecite - non può essere assunta come scusante
tout court. Fatta questa precisazione, analizziamo adesso le parti più “controverse” (evidenziate in neretto) del brano. A mio avviso, il passaggio più brutto è senza dubbio quello che recita: “come se un giorno freddo in pieno inverno nudi non avessimo poi tanto freddo perché noi…” ecc. ecc., con l’impennata orripilante della rima baciata “luoghi-laghi” e l’altrettanto incomprensibile forzatura dell’espressione ”noi coperti sotto il mare”. Gli esempi potrebbero continuare a ruota libera ma mi fermo soltanto a questi due altrimenti qualcuno potrebbe pensare che io sia spinto da un sentimento di antipatia personale nei confronti dell’autore, cosa che invece non corrisponde affatto al vero (non è il mio idolo – questo si – ma c’è di peggio!). Non dico che Valerio dovrebbe andare a lezione da
Battiato o
De André, sarebbe anacronistico sia per la giovane età del cantante sardo (che in questo senso ha ancora molto tempo per crescere e migliorare), sia in relazione alle ultime tendenze del mercato discografico (in cui non è certo l’accuratezza testuale la dote più richiesta), ma che almeno non si renda più autore – in avvenire – di un’altra brutta pagina di storia della canzone italiana come questa, paragonabile soltanto, in fatto di maltrattamenti della lingua, alla celebre frase ”non piangere salame dai capelli verde rame” del duo
Battisti-Mogol.
Testo:
Per tutte le volte che
mi dici basta e basta più non è
non corrisponde il flusso delle tue parole al battito del cuore
per tutte le volte che mi chiedi scusa e scusa più non è
ma trovi sempre il modo di farmi sembrare il simbolo del male
Per tutte le volte che
è tua colpa, forse non lo è
ma il dubbio basta a farmi ritrovare quella voglia di gridare ma,
poi c’è una volta in cui scatta qualcosa fuori e dentro di noi e tutto il resto è piccolo
Come uno spillo impercettiible
come se un giorno freddo in pieno inverno
nudi non avessimo poi tanto freddo perchè
noi coperti sotto il mare a far l’amore in tutti
i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi in tutto il mondo
l’universo che ci insegue ma
ormai siamo irraggiungibili…
Per tutte le volte che
un pugno al muro nulla fa perchè
questo dolore è dolce come il miele
confrontato con il male che noi ci facciamo
se così potente questo amore che ci difendiamo con tutta la forza ma non basta quasi mai
Come se un giorno freddo in pieno inverno
nudi non avessimo poi tanto freddo perchè
noi coperti sotto il mare a far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi in tutto il mondo
l’universo che ci si insegue ma
ormai siamo irraggiungibili…
Come se un giorno freddo in pieno inverno
nudi non avessimo poi tanto freddo perchè
noi coperti sotto il mare a far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi in tutto il mondo
l’universo, l’universo, l’universo…
Come se un giorno freddo in pieno inverno
nudi non avessimo poi tanto freddo perchè
noi coperti sotto il mare a far l’amore ma
ormai siamo irraggiungibili…